La Flagellazione alla Colonna
La Flagellazione alla Colonna è il secondo mistero doloroso del Rosario. Pilato fa flagellare Gesù durante gli eventi che precedono la sua Crocifissione. Il Vangelo racconta brevemente quella violenza. Contempliamo la Passione di Cristo e chiediamo purezza di cuore, ricordando chi ha subito violenza o abusi.

Scrittura
Mt 27:26
Allora egli liberò loro Barabba; e dopo aver fatto flagellare Gesù, lo consegnò perché fosse crocifisso.
Frutto spirituale: la purezza
Cristo subisce la flagellazione
I Vangeli raccontano che Gesù viene flagellato durante gli eventi che precedono la sua Crocifissione. I racconti sono brevi. Il secondo mistero doloroso contempla questa sofferenza. Le poche parole dei Vangeli sono il fondamento della nostra meditazione sulla violenza inflitta a Gesù innocente.
Matteo 27,26, Marco 15,15 e Giovanni 19,1 narrano la flagellazione nel contesto del processo davanti a Pilato. Il dono volontario che Gesù fa di sé per la nostra salvezza non rende buona quella violenza. Contempliamo l’amore con cui la sopporta e la misericordia che offre a un mondo ferito.
Il frutto della purezza
La purezza è un frutto tradizionale di questa decina. Riguarda il cuore e il nostro modo di guardare gli altri: persone amate da Dio, mai oggetti da possedere o usare. Durante la preghiera possiamo riconoscere un’abitudine con cui trattiamo qualcuno senza riguardo. Chiediamo aiuto per cambiarla e rispettare la dignità di quella persona, anche nei pensieri e nelle conversazioni private.
Questo frutto non deve mai essere usato per colpevolizzare chi ha subito abusi. La violenza altrui non può togliere alla vittima la sua dignità davanti a Dio. In questa decina ricordiamo in particolare chi ha subito violenza o abusi. Preghiamo per la sua sicurezza e guarigione, e per chi l’aiuta a trovare protezione. Ascoltare una vittima e cercare un aiuto adeguato fanno parte di questa cura.
Contemplare la Passione
Per alcune persone è difficile guardare l’immagine della flagellazione. Il brano del Vangelo offre il racconto di questo mistero anche quando lasciamo da parte l’immagine. La sua brevità permette inoltre di rivolgere l’attenzione alla sofferenza di Cristo senza cercare di aggiungere dettagli.